lunedì 2 luglio 2012

Le leggende della Sacra di San Michele


C'è molto da visitare a Torino e nella sua provincia. Uno dei monumenti più conosciuti a livello turistico, religioso e culturale è sicuramente la Sacra di San Michele. 

Le origini di questo santuario sono incerte, anche a causa delle numerose leggende che si raccontano sulla Sacra di San Michele. Chiunque abiti in Val di Susa, sa raccontarti almeno due storie riguardo a questo monastero. 

Vediamone insieme qualcuna.

La leggenda della "Via Michelita" o "Via Angelica"
La Via Michelita o la Via Angelica è un percorso che molti pellegrini percorrevano nel Medioevo. Unisce le Basiliche di Mont Saint Michel in Normandia, la Sacra di S. Michele in Piemonte e Monte Sant’Angelo in Puglia.

La leggenda vuole che questa via fu tracciata dalla spada di San Michele durante la lotta contro il demonio. Si creò così una fenditura ancora presente ma invisibile che collega le tre basiliche dedicate a San Michele.

Si dice che la Sacra di San Michele in Piemonte si trovi esattamente a metà della Via Michelita, a 1000 chilometri da Mont Saint Michel e a 1000 chilometri da Monte Sant'Angelo in Puglia.

La leggenda sull'origini della Sacra di San Michele
Ci sono molte versioni della leggenda sulle origini della Sacra di San Michele. Tutte concordano sull'apparizione di uno o più angeli. Trovi scritta qui una delle più popolari.

Si racconta che San Giovanni Vincenzo, nel X secolo, volesse costruire un'abbazia sul Monte Caprasio. Cominciò così a costruire, ma i lavori non andavano mai avanti: ogni giorno posavano le prime pietre della costruzione e ogni notte queste sparivano. 

Così San Giovanni decise di rimanere sveglio per svelare il mistero. A sorpresa, scoprì che non si trattava di ladri di materiale, ma di angeli. I messaggeri celesti comparivano con il buio e trasportavano le pietre sul monte Pirchiriano. 

Fu così che San Giovanni decise di costruire l'abbazia dove sorge ancora adesso. Da quel giorno infatti non ci furono più impedimenti "divini" e il santuario fu ultimato.

La leggenda della bell'Alda
Alla "Torre della bell'Alda" è legata una delle leggende più popolari sulla Sacra di San Michele. 

Si racconta che Alda era una ragazza molto bella, pia e devota. Mentre stava andando al santuario per pregare, venne assalita da dei soldati. Per scappare alla violenza si gettò da una torre del monastero.

Precipitò nel vuoto e la sua fine sembrava inevitabile. Ma quel gesto di purezza e sacrificio impietosì talmente tanto gli angeli e la Madonna che la salvarono, facendola arrivare a valle sana e salva. 

Purtroppo la ragazza si fece prendere dalla superbia, raccontando a tutti di come era stata salvata dagli angeli e di come fosse "protetta" dal cielo. Nessuno le credeva e così, per vanità, la bell'Alda tornò sulla torre e si gettò nel vuoto. 

Visto il futile motivo per cui la ragazza si era buttata questa volta, non ci fu nessun intervento divino a salvarla e la ragazza si sfracellò a terra. Un modo di dire locale afferma che "l'orecchio fu la parte più grande che trovarono della bell'Alda".

Qui nasce il romanzo "Il nome della rosa"
Si dice che Umberto Eco abbia preso ispirazione proprio dalla Sacra di San Michele per il suo celebre romanzo "Il nome della rosa". Pare infatti che la maggior parte dell'ambientazione del libro sia molto simile a quella del santuario piemontese.


Anche senza tutte queste leggende, la Sacra di San Michele resta un luogo pieno di fascino e di storia, da visitare sicuramente. Rimarrai affascinato dalla sua struttura e dalla sua architettura, dal Portale dello Zodiaco e dagli stili della Chiesa principale.

A mezz'ora da Torino, la Sacra di San Michele è indubbiamente un luogo da visitare e da gustare, lasciandosi rapire dalla bellezza, dalla suggestione e dalla storia di quest'imponente abbazia.

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